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FAQ STAMPA 3D

RESINE

stampante 3d

RESINA PER DEFINITIVI
TERA HARZ TC-80 DP

TERA HARZ TC-80DP

Nota bene: in relazione alle problematiche riportate sotto, prima di qualsiasi altra azione è consigliabile procedere con la ricalibrazione della propria stampante.

Il manufatto non va in colorazione Vita

La post-polimerizzazione è la fase che definisce la colorazione definitiva del manufatto.

Si ricorda che se la fase di stampa va a definire i volumi del manufatto, la fase di postpolimerizzazione assicura invece il raggiungimento delle caratteristiche fisico meccaniche dichiarate da scheda tecnica (ad esempio, resistenza, elasticità e colorazione).

Se il manufatto non viene sottoposto a una post-polimerizzazione adeguata (considerando tipologia, dimensione e spessore), allora la colorazione potrebbe risultare non in linea con il riferimento della scala Vita.

CureM è il polimerizzatore sviluppato da Graphy per ottenere un’adeguata polimerizzazione delle proprie resine. Scoprilo

Qualora dopo un’adeguata polimerizzazione con CureM (o altra macchina che risponda a determinati requisiti di potenza/intensità/temperatura all’interno della camera) il manufatto non sia in colorazione, si identificano 4 possibili cause:

Cause più comuni:

  •  Il manufatto non è stato immediatamente pulito nell’alcool dopo la rimozione dal piatto. L’esposizione ai raggi solari potrebbe aver avviato una prima polimerizzazione del manufatto sottoponendolo ad una prima polimerizzazione (naturale) ed una successiva in polimerizzatore in grado di fatto di variare la colorazione finale.
    Attenzione! il manufatto può essere polimerizzato anche il giorno successivo alla stampa, è importante però che la pulizia avvenga immediatamente dopo la rimozione dal piatto.
    Se questo non è possibile, lasciare il manufatto sul piatto all’interno della stampante 3D.
  • La pulizia eseguita non è adeguata (ci sono residui/patina oleosa ancora presente) o è stata eseguita con prodotti simili all’IPA (commercializzati con sostitutivi) ma non IPA, che all’interno contengono una quantità di acqua superiore a quella presente nell’IPA, comportando assorbimenti di acqua nel manufatto e possibile alterazione della colorazione finale.

Altre possibili cause (meno comuni):

  • Asciugatura eseguita con aria compressa emessa da compressori/impianti datati con tubature umide, le quali, specialmente nel periodo invernale, potrebbero comportare l’assorbimento di umidità nel manufatto e una conseguente alterazione della colorazione.
Il manufatto è in scala Vita ma non nella colorazione attesa

Es. la colorazione dichiarata è A2, ottengo un A3
La causa più comune di questo problema è una mescolatura non adeguata durante
la fase di preparazione della resina.

Il manufatto presenta imperfezioni / si vedono molto i layer / il manufatto non è omogeneo

Possibili cause:

  • La resina è stata stampata ad una temperatura troppo bassa (temperatura della resina, dell’ambiente, del piatto), che ha provocato l’utilizzo del materiale in condizioni non ottimali dal punto di vista della fluidità.
  • È necessaria la sostituzione del FEP. Anche se il foglio non presenta imperfezioni visibili, dal punto di vista meccanico potrebbe aver raggiunto il limite massimo di utilizzo.
  • Se il manufatto stampato ha spessori molto sottili (es prelimatura con spessori minimi 0,5mm) verificare l’inclinazione del manufatto e la sua supportazione. Non posizionare il manufatto parallelo al piatto; si consiglia comunque di supportare e posizionare il manufatto con un’inclinazione tra i 30° e i 45° rispetto al piatto.
Problemi dimensionali del manufatto (calza stretto sul modello)

Causa più comune:

  • La causa è riconducibile ad un problema in fase di progettazione CAD: si raccomanda di utilizzare solo file .stl creati seguendo la logica di produzione per via additiva e non sottrattiva (ad. esempio: non stampare file originariamente creati per la fresatura di un elemento in zirconia).
    La stampa è un processo produttivo additivo che costruisce un oggetto in base alle informazioni del file .stl. Le tecnologie di produzione per via sottrattiva invece (come la fresatura), richiedono che il file .stl progettato al CAD venga rielaborato dal CAM.
    Questo può far sì che il file .stl di riferimento nella fase produttiva sia diverso dal file progettato al CAD (ad esempio: differenze tra i due file dovute da “compensazione frese”).

Altra causa:

  • La causa è riconducibile a un lavaggio non corretto del manufatto.
    È fondamentale procedere con un lavaggio in alcool isopropilico (IPA). L’utilizzo di un liquido molto volatile come l’IPA assicura l’esecuzione della pulizia senza inumidire il manufatto. Eseguire il lavaggio con un liquido con una % acquosa superiore può causare alterazioni alla colorazione finale.
    Dopo i cicli di lavaggio asciugare con aria a bassa atmosfera e verificare che la superficie sia ben pulita e che non ci siano residui oleosi.
Non riesco a ottenere continuità di risultato (prima lo stampo stretto, poi largo)

Si raccomanda di verificare che durante la pulizia vengano eliminati tutti i residui di resina non polimerizzata e tutta la patina oleosa che ricopre il manufatto. Eventuali residui dell’uno o dell’altra potrebbero comportare alterazioni dimensionali. In questo caso utilizzare aria compressa per la pulizia all’interno delle cavità nella parte di connessione con denti naturali/impianti.

In caso di rottura/ imperfezioni di stampa/ritocchi

Si può utilizzare la stessa resina (che a basse temperature è molto densa) per andare a eseguire ritocchi o aggiunte di materiale con un pennello al manufatto, andando a fissare il materiale con la lampada da banco. Al termine: ciclo in CureM.
Il manufatto adeguatamente polimerizzato è ritoccabile utilizzando le frese.

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