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Universalmente riconosciuto come padre della RNO o Riabilitazione Neuro Occlusale, Pedro Planas nasce a Barcellona in Spagna nel 1912. Sua prima fonte di ispirazione fu il padre, odontoiatra, che accese e supportò il suo interesse per il mondo dentale. Disciplina, duro lavoro e perspicacia sono certamente i tratti distintivi di questo medico spagnolo che, preso atto della scarsa attenzione che all’epoca veniva riservata al problema parodontale come causa di perdita dei denti, ebbe l’intuizione di andare a fondo sul tema del trauma occlusale fino a sviluppare una sua personale ipotesi sui meccanismi fisiologici di sviluppo, adattamento e mantenimento dell’equilibrio stomatognatico. Nacquero così le cosiddette Leggi di Planas e tutta la Riabilitazione Neuro Occlusale.

 

Storia di Pedro Planas: infanzia e influenze

Fin da bambino Planas seguiva i lavori di protesi nel laboratorio creato in casa da suo padre, che era chirurgo-dentista. Planas, che da suo padre apprese il concetto di responsabilità, l’ordine e la disciplina del lavoro, lo definì come “il primo dei tre suoi migliori maestri”. Nell’ambito familiare nacque quella passione per l’odontoiatria che gli fece poi dire: “Conoscere la protesi è il primo passo per conoscere la specializzazione odontoiatrica“.

Il suo secondo maestro fu il prof. Florestan Aguilar da cui imparò la signorilità indispensabile per qualsiasi professione. Ma quello che più ha indotto il pensiero planassiano è stato senza dubbio il suo terzo migliore maestro ovvero il prof. Bernardino Landete. Planas nel suo libro scrive così: “La sua frase (Il senso comune è il meno comune dei sensi) mi ossessionava perché obbligava lo studente a rispondere ai suoi tre perché, ed è stato il motivo per cui non ho accettato il conformismo ed ho sviluppato in seguito la teoria della RNO“. Così, alla prima domanda del perché i denti compaiono in malposizione rispondiamo che questo è dovuto alla mancanza di spazio. Al secondo quesito rispondiamo che la mancanza di questo spazio si verifica per mancata funzione. In terzo luogo la mancanza di funzione è la conseguenza di una mancanza di stimolazione neurale e cosi si giunge alla nostra RNO.

 

Parodontologia e perdita dei denti

Fin dall’inizio della sua carriera professionale, il Prof. Planas si preoccupò di problemi parodontali. Già a quell’epoca, analizzando le due principali cause della perdita degli elementi dentali (la carie e il problema parodontale), constatò che solo il primo veniva risolto molto bene.

Infatti grazie all’evoluzione dei materiali dentari per ricostruzione conservativa, ed all’arrivo di strumenti rotanti ad alta velocità, al miglioramento della qualità dei trapani, la terapia conservativa arrivò a risultati fino ad allora irraggiungibili.

D’altra parte, però, non si approfondiva a sufficienza il secondo fattore di perdita dei denti, cioè il problema parodontale, al punto che i procedimenti preventivi e terapeutici si limitavano alle tecniche di spazzolamento, alla levigatura e al curettage radicolare. Questo perché, con l’evoluzione degli studi microbiologici, la parodontologia veniva ricollegata completamente al “fattore placca batterica”, che diventò la principale e definitiva eziologia del problema parodontale.

Ma, nel frattempo, alcune domande restavano senza risposta:

Perché, in alcuni pazienti con un’igiene perfetta, si creavano dei problemi parodontali gravi al punto di perdere tutti i denti per mancanza di supporto osseo?

Perché, al contrario, in individui senza nessuna igiene non si sviluppava neanche una piccola tasca gengivale?

 

Il trauma occlusale come causa della malattia parodontale

Nel porsi queste domande, Planas capì che c’era qualcosa di più che una ipotetica e vaga motivazione di ereditarietà o una semplice colonia batterica nell’eziologia della malattia parodontale. Planas individuò il fattore trascurato nel trauma occlusale. In funzione di questa considerazione Planas, focalizzò i suoi studi per restituire alla bocca dei suoi pazienti l’equilibrio funzionale, per ottenere una funzione fisiologica dell’occlusione. Osservò che, per ottenere questo, doveva modificare completamente la posizione degli elementi dentari, modificare la posizione del piano occlusale, sviluppare le basi ossee quando queste erano in ritardo nel loro sviluppo.

Con il tempo Planas valutò che i risultati dei casi trattati con le tecniche disponibili fino ad allora erano insufficienti. Vi era un’alta percentuale di recidiva ed il problema parodontale nella maggioranza di essi persisteva.

 

Leggi di Planas e nascita della RNO

Con la sua acuta intelligenza descrisse come deve essere una bocca equilibrata, descrisse tutto il processo di sviluppo del sistema stomatognatico e cosa ancor più impressionante codificò le “Leggi di Planas di Sviluppo“, che descrivono i meccanismi fisiologici di sviluppo, adattamento e mantenimento dell’equilibrio stomatognatico.

Nei casi nei quali esistevano già alterazioni morfologiche, Planas sperimentò tutti i tipi di tecniche disponibili e valutò i risultati: tutti i metodi (principalmente l’ortodonzia fissa) applicavano forze meccaniche agli elementi dentari ma non provocavano le risposte fisiologiche descritte dalle Leggi di Planas.

Inoltre, tutte queste tecniche terapeutiche erano impiegate in pazienti che già presentavano alterazioni morfologiche ovvero non si lavorava sulla prevenzione. Partendo da queste considerazioni, Planas, sviluppò tutta la sua Riabilitazione Neuro-Occlusale (RNO), realizzando un proprio metodo terapeutico (Placche di Planas, Equiplan…Piste di Patterson), e una propria terapia preventiva (molaggi selettivi, piste dirette in composito…); creò anche una serie di procedimenti riguardanti il trattamento tardivo (molaggi selettivi, protesi parziali), che permettessero l’applicazione delle Leggi di Planas, protesi con montaggi e procedimenti specifici per la costruzione di protesi totali occlusalmente equilibrate.

Nello sviluppo della sua terapia R.N.O. incontrò un’altra difficoltà: i metodi di diagnostica fino ad allora si limitavano alla valutazione clinica, radiografica e all’analisi dei modelli. Per quanto concerne la valutazione clinica con l’ R.N.O. Planas propose un approccio “diagnostico funzionale”, che non si limitava semplicemente a descrivere le alterazioni morfologiche della bocca ma si concentrava sulla dinamica funzionale della stessa.

Planas creò anche l’analisi gnatostatica ovvero un metodo che permette di avere una visione tridimensionale della bocca e di conseguenza diagnosticare con maggior precisione le alterazioni di sviluppo osseo e di posizione dentaria.

 

Libro e riconoscimenti

Il suo unico libro “Riabilitazione Neuro Occlusale” è un opera tuttora innovativa che racchiude tutta la sua esperienza clinica. Il materiale contenuto in questa sua opera è strutturato in modo da evidenziare le soluzioni da lui ideate per risolvere i vari problemi. Essendo un innovatore, le sue tesi non si possono confutare con quelle degli altri. Per questo motivo, alla fine del suo libro, sono assenti le note di bibliografia.

Ricordiamo con riconoscenza coloro che hanno diffuso la dottrina planassiana in Italia: il primo che portò il Prof. P. Planas a relazionare in Italia è stato il Prof. Miotti. Le persone che vengono citate e ringraziate nel suo libro sono C. Canalda, A. Confaloni (autore di un libro sulla metodica di Planas), S. Muzzolini, A. Giovanetti, G. Guaglio, M. Modica, S. Romanello, R. Rubini, F. Soletti, E. Spessot, L. Rubini a cui si deve la traduzione in italiano del libro di Planas. Inoltre, con il collega A. Muzzolini e l’odontotecnico M. Barile, ha pubblicato un libro sulla protesi totale secondo Planas.

L’autore

Giuseppe Esposito

Giuseppe Esposito

Senior Trainer

Nasce a Napoli nel 1962, si è diplomato odontotecnico nel 1981 presso l’Istituto IPSIA di Miano (NA). Ha collaborato con la clinica maxillo-facciale del Primo Policlinico di Napoli come tecnico in protesi mobile e protesi su impianti. Ha frequentato numerosi corsi di aggiornamento con relatori di fama internazionale come Gino Passamonti, Glauco Marino, Karl Heinz Korholz, Neville M. Bass, A. Confaloni. Ha tenuto corsi e relazioni. Ha pubblicato diversi articoli su rivisite del settore dentale. È il creatore della Dental School of Technical Innovation, prima scuola italiana online su base webinar dedicata alla diffusione e cultura delle varie tematiche riguardanti la tecnica dentale. Attualmente è socio e amministratore del laboratorio Dental Master.

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